CIVITAS

 

Finanziato da Regione Toscana – Giunta Regionale – Direzione Generale Presidenza – Area Progetti Integrati Strategici, Politiche di tutale e di Promozione, Comunicazione Istituzionale – Settore Associazionismo e Impegno Sociale

2012 – concluso

Capofila

Fondazione Spazio Reale

Il progetto ha realizzato specifiche azioni destinate ai giovani, nella prospettiva di rafforzare l’impegno socioculturale, qui inteso come buona pratica partecipativa, alla vita della comunità. Il progetto ha attivato una serie di attività: un ciclo di seminari, attività di cineforum, animazione e scambio intergenerazionale su temi di interesse e due ricerche sulla dimensione locale. Il filo rosso che ha legato tutte le attività è stata la volontà di orientare i giovani a partecipare ed a interessarsi alla dimensione sociale dei contesti in cui vivono, a partire da attività piacevoli e dinamiche, per sviluppare in loro un protagonismo positivo e consapevole per la costruzione della comunità nella quale vivono e operano, elementi fra l’altro indispensabili anche per la presa di coscienza e la realizzazione di sé.

Uno degli elementi di rilievo del progetto è stata la dimensione interculturale ed intergenerazionale del vivere, che si è sviluppata attraverso azioni di animazione sociale e scambio di esperienze a partire dal recupero della memoria e della volontà conoscitiva rispetto alla dimensione locale e comunitaria del vivere come pratica vissuta all'interno della quotidianità-normalità e come base per poi affrontare le diverse problematiche in una prospettiva di approfondimento propositivo in termini di sviluppo di risposte o strategie di intervento.

Il progetto si è proposto di coinvolgere i giovani in concrete attività, per poi orientarli verso l'impegno sociale. Il Ciclo di Seminari, il percorso di cineforum, le Ricerche e l’animazione sociale (organizzazione di incontri, racconti o momenti di solidarietà) sono stati tutti ispirati all’incontro ed alla valorizzazione anche dello scambio intergenerazionale e hanno rappresentato diverse occasioni di relazione con la comunità verso la partecipazione sociale.

La fattibilità del progetto è stata dettata dalla capacità di coinvolgimento nelle iniziative da parte dei giovani, per i giovani, con il risultato di attivare anche delle riflessioni sulla possibilità di rendersi utili e di prendere posizioni certe e definite. Per poter educare è necessario educarsi ed imparare dal passato, ritrovando valori e stili di vita coerenti e uno scopo di vita che sia degno della vita stessa, rafforzando la propria identità e costruendo relazioni nuove e diverse, andando oltre la contrapposizione di principio e la smarrita capacità di ascoltare, riscoprendo la necessità di un “tu” a cui rapportarsi e di un “io” che si rapporta lasciandosi coinvolgere nella e con la propria interiorità, oltre che con le proprie convinzioni e la propria cultura. Sono proprio questi i principi cui si è ispirato il lavoro di rete con il contesto territoriale.

Per la realizzazione dell’intervento sono stati coinvolti direttamente non solo giovani, ma anziani, famiglie, oltre ad associazioni, gruppi informali giovanili, amministratori locali ed esperti, professionisti dei diversi settori, al fine di garantire la più ampia partecipazione possibile.